giovedì, 16 febbraio 2006, ore 11:02

Qualche appunto sul template utilizzato. Dopo molto combattere con linguaggi per me incomprensibi (html) sono riuscito a partorire con numerosi sforzi questo layout. Fondamentalmente lo scopo era quello di cercare di trasporre una pagina web al contesto originale da cui deriva la fonte delle mie discussioni e quindi la metro, o più in generale i mezzi pubblici (di cui aimè ne faccio un uso spropositato). Ed ecco che quindi nell'intestazione compare una foto (fatta da me ovvimente) che nelle sue parvenze sognatorie, ricorda il vagone di un tram...punto di maggior fruizione del free-press stesso... Il titolo, spostato in basso a sx per non togliere l'importanza al soggetto principale, cioè la foto, è rappresentato con caratteri derivati dall'informatica e quindi c'è dinuovo il collegamento diretto fra il Web e il tram, concluso poi con un gioco di colori che richiamassero immediatamente quelli della foto in intestazione. Altro elemento è il colore del template: verde ovviamente...verde come i vagoni del tram e verde come l'intestazione del giornale metro. Inoltre il verde è un colore tendenzialmente rilassante, non è di impatto visivo, ma sicuramente si addice molto ad un elemento (il blog) che fa della facilità di lettura il suo punto forte.
Mistral84
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giovedì, 09 febbraio 2006, ore 21:18

OHHHHHHHHHHH....finalmente sono riuscito a cambiare il template...beh beh già ha un aspetto più gradevole...
Mistral84
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sabato, 28 gennaio 2006, ore 18:59

meno male che non sono l'unico: http://nofilter.splinder.com/post/4332245
Mistral84
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mercoledì, 18 gennaio 2006, ore 01:06

Durante una vacanza trascorsa ad Amsterdam recentemente, mi sono imbattuto PER CASO in un gruppo di fogli ordinatamente ammassati in un unico blocco dai colori a me familiari...il METRO... Ovviamente ne prendo subito una copia per curiosità e la cosa che mi sorprende e mi incuriosisce subito è il fatto che il formato adottato non è come il nostro, versatile e maneggevole, punto di forza di questo "giornale", bensi è più grande, paragonabile a "la Repubblica" italiana.
Questa cosa mi incuriosisce...
  • perchè eliminare quello che fondamentalmente è il punto di forza, il cardine dello sviluppo di questa testata?
  • Inoltre: Amsterdam fondamentalmente è una cittài cui mezzi di trasporto fondamentali non sono propriamente i mezzi pubblici (vedi l'uso smodato della bicicletta);eppure anche qui, comein Italia, Metro viene distribuito alle (nontutte in verità) fermate dei mezzi pubblici(tram e metropolitana) che al contrario del nostro paese non sono per niente i punti cardini per lo smistamento di una simile cosa.
  • Altra cosa che a cui ho fatto caso è che la distribuzione ma soprattutto la diffusione di "Metro" è estremamente contenuta e limitata, pur mantenendo (almeno credo dato che non conosco una parola di fiammingo) le caratteristiche logistiche ed editoriali che lo hanno invece "SANTIFICATO" in Italia;

                                                                 ???
Mistral84
venerdì, 16 dicembre 2005, ore 21:09




Mistral84
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giovedì, 15 dicembre 2005, ore 22:03

[...]al primo sguardo nella metro la mattina, un pensiero inquietante ingombra la mia testa e non si tratta di terroristi e cose simili. Guardo gli occupanti dei vagoni intenti a fare una cosa sola: leggere Metro (o Leggo o City) e penso:" e se su quei pezzi di carta riciclata ordinati in un unico giornale ci fossero informazioni totalmente errate e plagi pubblicitari/elettorali/sociali astutamente celati?"
Mi immagino scene di persone che leggendo, d'improvviso, tutti insieme, alzino lo sguardo verso me, povero studente che con un minimo di cervello cerca di non unirsi alla schiera di caproni contagiati dall'"effetto pecora", e con aria posseduta da un demone omicida si rivolgano a me farfugliando frasi strascicate del tipo:"Vogliamo la tua anima, leggi anche tu Metro, unisciti alla schiera di sapienti quali noi siamo...!"
Inquietante.
Occhi spiritati a parte, tuttociò, degno del miglior episodio della saga di Resident Evil, non si distacca troppo da una probabile realtà.
La potenza di quello strumento di plagio e di "pseudo-informazione" camuffato da ingenuo "giornaletto" gratuito è clamorosa.
quale elemento ha una tale distribuzione?Considerando tutti gli aspetti sopra citati, in primis il fatto che è gratis; donne, uomini, ragazzi, imprenditori e murator, nessuna distinzione per uno strumento che coinvolge tutti. La cosa più preoccupante è che credo che io in effetti non sia la prima persona a pensare questa cosa; credo che qualcuno sia già arrivato a questa conclusione, sfruttandola nel modo migliore per poter portare più acqua possibile al proprio orto.
Gli sponsors che regolano l'esistenza del free-press, potrebbero facilmente e a tutto loro vantaggio, influenzare a tal punto le 3 testate giornalistiche[...]
Mistral84
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venerdì, 09 dicembre 2005, ore 19:43




[...]tornando indietro di qualche anno (un bel po in effetti), più precisamente nella prima metà dell'Ottocento, un precursore di quello che oggi si è evoluto in free-press fu Benjamin Day.
Lui infatti fu il pioniere della stampa popolare; Day, "spacciò" il suo "The Sun" sui marciapiedi di New York al prezzo di un penny in confronto ai sei penny che si dovevano sborsare a quel tempo per aggiudicarsi una copia degli altri quotidiani che venivano pubblicati a New York[...]
Mistral84
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venerdì, 09 dicembre 2005, ore 19:35




[...]A conferma di tutto quanto detto sopra, sono facilmente reperibili sul web, i dati del Censis (noto ente di diffusione e realizzazione statistica) che evidenziano quali sono le caratteristiche che un quotidiano deve avere per soddisfare le necessità dei lettori e facilmente si riescono ad individuare nel free-press tutte le voci sotto elencate, al contrario dei quotidiani "tradizionali" che difficilmente rispecchiano tali necessità. Da fonte Censis:"...facile da maneggiare (26%), meno costoso (24%), con articoli brevi (20%), ma anche, che sappia raccontare i fatti, non in maniera agguerrita e ansiogena, bensì con un tono pacato (18%); nonché poterlo ricevere a casa tutte le mattine (15%). Riguardo ai motivi di soddisfazione nella lettura dei quotidiani spicca fra tutti "l'aver trovato notizie che non c'erano in Tv" (25%)..."[...]
Mistral84
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lunedì, 05 dicembre 2005, ore 15:25





[...]C'era una volta il quotidiano, poi...:











[...]  sempre più spesso si sente parlare della crisi dei quotidiani, il classico "newspaper" piegato e riposto nella 24 ore per essere letto poi a casa con pipa e
pantofole come nel più classico degli stereotipi, o in autobus con estrema riconoscenza del "curioso" di turno al fianco, sta per essere soppiantato dai media odierni che nel loro DNA prevedono leggerezza, facilità d'uso e soprattutto immediata aggiornabilità.
Eppure basta aggirarsi la mattina presso le stazioni metropolitane delle grandi città non sono italiane per accorgersi che vi è un fenomeno in contro tendenza con lo stato di pre-catastrofe editoriale/sociale annunciato dalle agenzie statistiche.
Infatti sencondo le più autorevoli agenzie statistiche (vedi Censis, Istat etc.) l'"industria" della carta stampata è sempre più in ribasso e con lei tuttociò che si porta dietro(vedi tabelle allegate).
L'elemento mediatico che ormai ha totalmente scosso questa situazione di stallo/declino è offerto dal free-press costituito da tutti quei quotidiani (a Roma: Metro, Leggo e City, ma distruibuiti anche nelle più importanti capitali mondiali) forniti in distribuzione gratuita.
Dapprima servizio limitato e circoscritto alle solo stazioni metro ora fenomeno estremamente diffuso che trova spazio in uffici, ai semafori nei ristoranti etc.
Chi per curiosità, chi per "sport", chi per collezione, chi per confronto e ancora chi ha fondamentalmente le "braccia corte", ognuno almeno una volta ha usufruito di questo "servizio" che ha saputo vincere una scommessa difficilissima avendo a che fare con un pubblico restio e, per nomea, chiuso alle forme di comunicazione che non siano televisive ("...lo ha detto la tv quindi è vero...!")arrivando a tirature record.
Basti pensare che "Metro News", il precursore dell'informazione quotidiana free press, è arrivato a stampare circa 3.000.000 copie della sua testata senza considerare il fatto che questi numeri si riferiscono alla sola Italia mentre "Metro" è distribuito anche nelle principali città mondiali come New York.
Molti e disparati possono essere i motivi che hanno indotto ad un successo istantaneo e duraturo di questo fenomeno.

-In primis la gratuiticità del quotidiano permette di attirare qualsiasi tipo di clientela con la scusa del "lo prendo...tanto è gratis". Ovviamente, però non può essere solo questo il motivo che ha portato a questa espansione editoriale.

-In aggiunta a tutto ciò c'è la sinteticità degli argomenti trattati che permette una fruizione della notizia immediata, di impatto diretto; facili proposizioni che articolano un testo completo e conciso, pronto da essere "gustato" in tram o in autobus, o nelle brevi pause in ufficio, cosa che il quotidiano "old style" permetteva solo in parte.

-Avete mai provato ad aprire "il Messaggero" o "il Corriere della Sera" sulla linea A della metro alle 7:30 all'altezza della fermata Termini? Beh ovviamente la risposta è no...anche perche mi sembra alquanto improbabile riuscire a "srotolare" 1 metro quadro di carta stampata e poterla scorrere nel migliore dei modi, mentre con una mano si cerca di sorreggersi "all'apposito sostegno" per evitare di franare rovinosamente alla prima frenata sull'unghia incarnita del nostro vicino. Sia Metro che City che Leggo (in Italia) invece, presentano il classico formato "tabloid" molto apprezzato dai Sir d'oltremanica e che grazie alla sua snelleza e al ridotto ingombro permette una lettura agevole e "comoda" delle notizie stampate all'interno. Quindi si riesce ad intuire facilmente che piuttosto che un classico quotidiano di approfondimento, l'utente medio che ricorre ai mezzi pubblici e che non disdegna l'informazione come mezzo di passatempo mattutino, preferisca un volume snello e giovane come sono i quotidiani free-press.

-Cosa da non sottovalutare ancora è il layout e la tipologia di font utilizzati per la stesura dei "new generation newspapers". Grandi, di chiara ed immediata lettura che si contrappongono a microscopici quanto improbabili caratteri che favoriscono la fruizione anche a persone come la "sig. Maria",stereotipo della vicina di casa, vedova, con 3 nipoti che la fanno dannare, e con 12 tipologie di occhiali utili nelle più disparate situazioni [...]


Mistral84